Resuscito, quindi sono.

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Yet another useless writer.

Narrazioni deframmentate e complesse

Chi ha visto e capito Donnie Darko, non può dire che la narrazione sia comprensibile. L’intero film trova una spiegazione solo attraverso resoconti ufficiali, letture di forum, blog. Meglio ancora, bisogna comprare il libro di Richard Kelly su Donnie Darko.
Così ti ritrovi con un attrezzo per la comprensione e la storia da smontare e capire.
Quello che mi piace è che il suo prossimo film che [non?] uscirà in Italia è Southland Tales. Per quanto riguarda la comprensibilità, vedi sopra, mentre il motivo del gran casino logico che nasconde questa volta è diverso.
Southland Tales racconterà gli ultimi tre capitoli di una storia fatta di sei capitoli. Per i primi tre dovete comprarvi tre volumi che Richard Kelly ha scritto.
Sono tre graphic novels, disegni a colori, lo stile asciutto dell’acquerello incazzato.
Belli. In quarta copertina del primo volume c’è Sarah Michelle Gellar che vende qualcosa come un lubrificante anale. Nel film lei è una pornostar.
Così leggo in giro che le tecniche di narrazione di cent’anni fa sono tutt’ora valide. Non ne sono certo.
Così come la musica non lo è. E non perchè era brutta. Le veline non andrebbero bene con un minuetto e un vestito di corte. Non è quella la storia che la gente vuol farsi raccontare. Là fuori c’è chi vuole sfide e cose nuove. O cose abbastanza vecchie che hanno dimenticato e che vogliono rivivere.
Infine, se vi state chiedendo qualsiasi cosa su Lost, io ho trovato tutte le risposte qui.

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Lost: il “character driven novel” contro il “plot driven novel”

Molti pensano che per scrivere la prima cosa che devi fare è avere in mente un riassuntino di questo tipo.

Quindi e_s__p___a___n____ d_____ e _______r________e.
Nah.
Una volta vidi Lucarelli fotografato in un’intervista. Pelato, polpastrelli su polpastrelli alla Dylan Dog, giacca di velluto marrone, pantaloni fuori dal riquadro della foto. Quindi pensate qualsiasi tipo di pantalone possa stare male su una giacca di velluto a coste larghe marroni e la vostra immaginazione andrà bene. Dietro la schiena aveva una lavagna e una miriade di post-it gialli, quadrati, scribacchiati, messi in un certo ordine. Formavano una specie di quadrato.
L’intervista diceva che stava scrivendo un nuovo libro, e suppongo che quel nuovo libro oggi sia un vecchio libro che io non ho letto.
Quei foglietti erano la struttura completa del suo romanzo. Era una storia dettata dal plot.
La “plot driven novel” è consigliabile per gialli, thriller. Soprattutto per quel genere di storia dove il personaggio è funzionale alla storia, non dove la storia è scaturita dai personaggi.
Lost ad oggi è parsa una storia di questo genere. Dettata e raccontata da sceneggiatori macchiavellici, cerebrali, pieni di marchingegni, di algoritmi e calcolatrici.
La verità, dimostrata alla fine della terza stagione, invece è diversa.
Il tono della storia è diventato più umano e disperato. Meno numeri, più empatia.
Ha smesso di farmi chiedere cosa sia quell’isola per farmi chiedere perchè Jack piangeva.
Così Lost sta diventando una “character driven novel”. Ne è una dimostrazione l’improvvisazione degli sceneggiatori, le otto puntante girate e le otto in sospeso senza un’idea su carta.
Se Lost fosse stata scritta da Lucarelli, beh, io non voglio pensare a quanti post-it avrebbe dovuto usare.
Se “Anna Karenina” è scritta partendo dai personaggi ed “Almost Blue” è partendo dalla storia stessa, Lost è l’incrocio bastardo dei due stili.
Io credo che in fondo una storia vada pensata a enormi linee, pallidissime tracce, che vada scritta seguendo i personaggi e poi vada riscritta seguendo unicamente la logica.
E’ per questo che un libro di Lucarelli non mi tira particolarmente un cazzotto nello stomaco.
O perchè Anna Karenina è una tassa pagata in fazzoletti da qualsiasi lettore.
Ed è per questo che mi aspetto che Lost in fondo mi deluderà.
La soluzione sarà qualcosa di improbabile e inimmaginabile, totalmente di fantasia. I personaggi non saranno mai reali e completi, ma solo approssimazioni.
E il finale sarà come un Sherlock Holmes che all’ultima pagina prenderà l’arma del delitto è dirà: “E’ stato il protoneutrino positivo dell’antimateria”.
Lost non urlerà mai “l’assassino è il maggiordomo”.
E voi non rimarrete realmente sorpresi.

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