Come film, la trama non mi è piaciuta molto. In verità sono sicuro che ci sia un messaggio nascosto, da qualche parte, che non ho recepito.
Però, narrativamente, insegna.
Lars Von Trier mette il becco proprio nei momenti giusti.
Dice cose come: “Ciao, sono la ringhiera che se non ci fosse ti schianteresti per terra.”
E tu ti accorgi di quella ringhiera, perchè se non te l’avesse detto tu l’avresti usata senza sapere che esisteva.
Si chiama “dare cose per scontato”.
Metabolizzarle, analizzandole, ascoltando la voce doppiata di Von Trier che è piuttosto brutta, si capiscono molte cose.
Forse anche il secondo senso di tutto il film.
Lars, il narratore, si ferma e dice: “Questo è il momento in cui una commedia si deve fermare, prendersi uno stop. Allora io ci infilo un nuovo personaggio.”
Se qualcuno, inoltre, riuscirà a trovare la spiegazione ai momenti fuori luogo inserite nella pellicola, vince 10.000 dollari e una parte nel suo prossimo film.
Non sarò io, comunque.
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