“Immagina una ballerina di strip-tease che sale sul palco, la musica a tutto volume, luci colorate, il momento in cui entra, e la ballerina si leva il vestito ed è già nuda. Completamente. In quel primo momento alla luce lei è già nuda, non balla, e sta semplicemente ferma la sua faccia severa e dice: ‘Questa è la mia vagina, qualche domanda?”
E’ così che riprendono le lezioni di Don Chuck Palahniuk. Per le prime 24, pagate, mentre queste saranno gratuite a patto di aspettare un mese di ritardo dalla messa online ufficiale.
Posso dirvi che alcune meritano, altre meno. Altre non dicono nulla. Alcune vi faranno scrivere come lui e basta.
Riprendiamo.
“Questo è il motivo per cui la fiction – o nonfiction – necessita di un buon plot per rivelare i segreti di una storia in maniera graduale, tenendoci alla corda così come ci insegnano molte cose della nostra vita. E’ un constante gioco di presa in giro e gratificazione. Una specie di tensione tantrica. Se la stripper si strappa i vestiti troppo in fretta, non abbiamo bisogno di arrivare fino in fondo. Troppo lenta e noi perdiamo interesse, stufi di troppa tensione protratta per troppo tempo. E se la stripper balla nuda per troppo tempo, la scena diventa stupida, priva di tensione. Se la ballerina si mostra nuda troppo poco, allora noi rimaniamo confusi e ci sentiamo presi in giro.
[...]Quest’anno mi concentrerò sui metodi che potresti considerare per tenere il tempo e i personaggi in movimento durante il tuo lavoro. Nella realtà il tempo ha il vizio di passare. Nella fiction… bisogna aiutarlo.[...]
Poche storie sono scritte in tempo reale. Una storia che descrive dieci minuti in dieci minuti porterebbe il lettore a logorare quella storia. Uno scambio minuto per minuto. No, nella fiction il tempo si condensa, riassumendo giorni e anni in poco tempo di lettura. Pensa a tutti i film che dicono ‘Dieci anni prima…’, ‘Un anno fa…’: queste frasi sono come segnaletiche smussate che fanno in modo che tu non ti perda cronologicamente, che tu possa seguire il percorso narrativo nonostante il fatto che la trama non sia lineare.
Prova con frasi collaudate.
‘Due ore dopo, Stephanie non aveva ancora chiamato’. Oppure ‘Dopo giorni di guida, arrivarono nella baracca isolata…’. [...]
Prima di questo, considera gli altri metodi per implicare nella narrazione il tempo che passa o per far saltare il tuo lettore sulla linea temporale. Controlla i tuoi film preferiti e nota gli strumenti usati per comprimere il tempo. [...]
Un modo effettivo per uccidere il tempo è di far usare due narrazioni parallele, una presente e una piazzata nel passato. Ad ogni salto tra le due narrazioni puoi rientrare a raccontare il momento successivo che avevi abbandonato. [...]
Un vecchio trucco degli scrittori per uccidere il tempo, per rallentare, è chiamato “scarico di informazioni”. Questo è il passaggio in cui lo scrittore si perde in dettagli o nella storia di qualcosa, partendo per la tangente e spiega qualcosa al lettore. Tutte le tue preziose ricerche finiscono qui.
Ovviamente, deve essere un gesto bilanciato. Non stai scrivendo un libro sulla aristocrazia francese.
Per prima cosa, Lo “scarico di informazioni” implicano che il tempo sia passato. Ogni volta che tagli la storia con queste informazioni potrai riprendere a raccontare da un punto successivo.
Secondo, informazioni e dati danno peso alla tua autorità o a quella del narratore.
Terzo, puoi usare lo “scarico di informazioni” per descrivere meglio un stato mentale dei tuoi personaggi.
Quarto, i fatti necessitano di una qualità di narrazione differente, che contrasta con il modo di raccontare la tua storia.
[...]
Ricordati che tutto ciò che non è fiction non deve competere con la storia. Rendi queste informazioni interessanti e comprensibili. Non dare conoscenze ai tuoi personaggi che il loro passato non includa.
Ma anche, fregatene se tutti i tuoi personaggi sanno o meno di cosa stai parlando. Appiccica i fatti alla storia, anche se non hai reso chiaro il livello culturale dei tuoi personaggi.
Quello che stai facendo in una storia è mimare una vita reale. Di rado percepiamo ogni pensiero con la completa coscienza del concetto applicato a quel pensiero.
Pensiamo ‘Il sole splende’ e non ‘Il sole splende perchè Mrs. Francisco in terza elementare ci lesse un libro chiamato ‘Il nostro sistema solare’ che spiegava che quella luce era causata dalla reazione di atomi di idrogeno all’interno della fusione nucleare…’
[...]
Come esercizio, riguardati i tuoi film preferiti e prendi nota di come lasciano scorrere il tempo. Leggi un romanzo e nota lo ’scarico di informazioni’ [...]
Fai una lista di cose veramente interessanti che il tuo personaggio potrebbe sfruttare. Di nuovo, rendi ogni fatto contaminato. E rendili brevi e curiosi.
[...]
E ora starò zitto…”
Nulla di nuovo.
Però non le leggerei se non mi sforzassi di scriverci un post. Quindi non ringraziate.
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