Archivio Mensile: luglio 2011

E’ così che è esser sani?

Mi dispiace. Avere un cuore mi spinge al dispiacere.
Ho la tv accesa, mezzo litro di qualcosa nello stomaco, la testa che affonda che quasi non riesco a respirare. Fa caldo. Quando riapro gli occhi sono passate quattro ore e la gente inizia ad andare a dormire. Ed io ho ancora tutta la notte davanti, gigantesca.
I pensieri che mi camminano avanti e indietro sulla gambe, sulla braccia, mi passano sugli occhi, mi si appoggiano sul petto, spingono. Fanno la lotta e l’amore, non mi lasciano in pace. Più li scaccio e più sento i miei neuroni che scoppiettano, che svaniscono.
La verità che ricordavo è che non ero questo.
Che avere un cuore non mi faceva così male da così tanto tempo. E non avere un cuore non è così brutto. Lo è solo per gli altri.
Non avere un cervello non è così brutto. Lo è solo per gli altri, per quelli che ti guardano.
E poi sono arrivate le sei. La doccia gelata, il silenzio dentro la mia testa, la bocca asciutta e impastata.
Torno alla postazione.
Mi sento perso.


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