Nei pochissimi social network in cui sono attivo troverete di tutto.
Insulti, prese per il culo, sfoghi, rigurgiti, turpiloqui. Mi trattengo ma potreste trovarci anche bestemmie, consigli, siti porno e link a materiale illegale di cui non sono responsabile.
Una cosa che non troverete mai, per ovvie ragione legali, sono le diffamazioni esplicite.
Se avete la coda di paglia, non leggete.
Tutti gli altri vorrei capissero quanto segue.
Io scrivo il cazzo che mi pare e che mi passa per la testa.
Che io abbia torto o ragione, sinceramente, non me ne frega un cazzo.
Chiamatelo SFOGO NETWORK invece che SOCIAL NETWORK. Non è una cena di gala. Questi posti sono miei e decido io se mettere i gomiti sul tavolo.
Vivo la mia vita dentro la mia testa, 365 giorni all’anno, per un numero di anni che non mi è dato sapere.
Vivo di gioie e di delusioni e frustrazioni come tutti. E come tutti penso di avere ragione.
Se sei partecipe delle mie parole, se le leggi, se le segui, accetti in qualche modo di essermi amico e di entrare nel mio mondo.
Come amico mi devi un favore.
Lasciami in pace. Non usare queste parole per ritorcermele contro quando ti viene comodo. Sopportale, come io sopporto tante cose di voi.
Non metterti nel ruolo del “collega”, del “marito”, del “postino”, del “commesso” per rileggere qualcosa che ho scritto e rigirarmele addosso.
Se parlerò male dei salumi da qualche parte, non metterti il cappello da cuoco per venire a dirmi “ah, ma hai detto che il grasso di maiale fa schifo!”.
Io qui scrivo quello che mi pare. Senza filtri.
E tu puoi anche non leggere.
E se mai avrai idea che io parli male di te, tu che stai leggendo, chiedimelo. Ma sono convinto che se sei mio amico non sarai mai nelle mie parole.
Non ho amici che non apprezzi.
