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Se riesci a immaginarlo, esiste.

Uno dei pensieri che più mi disturba è quello degli universi paralleli.
L’idea che esistano infiniti universi che rappresentano qualsiasi, e sottolineo qualsiasi, possibilità di eventi mi distrugge. Potrebbe esistere un universo dove questo post è scritto in sanscrito. Uno dove sono una donna. Uno dove sono un transessuale. Uno dove sono un uomo, nato donna, esperto in sanscrito.
Pensare che esiste tutto, qualsiasi combinazione, seppur solo come volo pindarico o parto mentale, mi distrugge.
Solo dopo la distruzione e la demotivazione, solo dopo l’arresa  arrivo alla conclusione ultima.
L’immaginazione non esiste.
Non esiste nulla che si chiami “fantasia”.
Se stai giocando ad un videogame, se stai leggendo un libro fantasy, se sei al cinema o se stai riguardando “Atto di Forza”.
Quella è realtà.
Da qualche parte. In qualche universo, in qualche galassia, in qualche pianeta, in qualche città.
Non è infinita l’immaginazione.
E’ infinita la realtà.
C’è un pianeta con Alien e uno con Predator. C’è Belushi da qualche parte vivo e vegeto. Esiste Goku e le sette sfere del drago. Esiste uno sport nazionale, in un pianeta fatto di cubi monocromatici, giocato da due lastre rinchiuse in un quadrato che si rimbalzano addosso una pallina. C’è uan realtà dove Alba Parietti è un uomo, ed ha questo nome. Dove Maurizio Costanzo è una donna.
Da qualche parte sono già morto e  da qualche parte un ragazzo di nome Jimi H. venera i miei dischi come chitarrista prima che soffocassi nel mio vomito.
Tutto esiste.  Niente è fantasia.
Tutto è successo, tutto sta succedendo e tutto succederà.
E’ tutto così possibile, ed è così sconcertante.

  1. 27 Ottobre 2009 alle 21:56 Martedì, Ottobre 27, 2009 | #1

    un’aspirina e passa.

  2. 27 Ottobre 2009 alle 22:06 Martedì, Ottobre 27, 2009 | #2

    l’acido acetilsalicilico mi fa una sega. ed è fastidioso, mi pizzica le balle.

  3. 27 Ottobre 2009 alle 22:38 Martedì, Ottobre 27, 2009 | #3

    appunto. un lieve pizzicore e tutto passa. o meglio, puoi cercare qualcuno che te lo gratti via.

  4. ada
    28 Ottobre 2009 alle 19:37 Mercoledì, Ottobre 28, 2009 | #4

    quello che non capisco degli universi paralleli è l’autocoscienza: d’accordo, puo’ esserci un caino, un caino donna che scrive in sanscrito, un caino che per vivere vende bomboloni al lunapark nel delaware, e via dicendo. tuttavia, se sempre di te si tratta, come funziona? trattasi di autocoscienza scissa? perchè se parliamo di qualcuno che ti assomiglia come un gemello ma ha un’altra autocoscienza, non sei tu…o no?

  5. 28 Ottobre 2009 alle 20:10 Mercoledì, Ottobre 28, 2009 | #5

    la coscienza è un problema in qualsiasi universo siamo e di qualsiasi esistenza parliamo. io credo in qualche forma di reincarnazione, o meglio non credo nel “nulla”. io sarò da qualche altra parte, avrò coscienza di esistere da qualche altra parte dopo questa esistenza.
    magari il caino del delaware sarò io nella mia prossima esistenza, un’esistenza in alcun modo legata a quella presente.
    parafrasando dick, “noi saremo sempre vivi, loro saranno sempre morti”. è il paradigma della coscienza.

  6. 30 Ottobre 2009 alle 23:45 Venerdì, Ottobre 30, 2009 | #6

    questo post fa molto Borges ;)

  7. alga
    21 Novembre 2009 alle 2:20 Sabato, Novembre 21, 2009 | #7

    beh, personalmente, se dovessi stare dietro anche agli universi paralleli…

  8. candle
    25 Novembre 2009 alle 1:03 Mercoledì, Novembre 25, 2009 | #8

    Quindi in un universo parallelo che io non vivrò mai c’è un’altra candle che non si sta consumando stupidamente dietro ad un amore impossibile ma che è felice, ha una storia bellissima, una casa stupenda, dei figli e un lavoro gratificante? No perchè se è così, se questo universo parallelo esiste da qualche parte, allora ho trovato il mio dio e uno stupido motivo per continuare ad esistere.

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