Umanamente parlando: Google
“Metti che il Grande Fratello è un innovazione tecnologica embrionale.
Che diventi uno strumento che usi ogni giorno, che invada la quotidianità delle tue azioni.
Supponi che il Grande Fratello è lo strumento più smart che tu possa usare. E che tu possa farlo gratuitamente.
Metti che il Grande Fratello si faccia usare da te e che un giorno lui decida di raccogliere e rappresentare le notizie per te. Di selezionarle secondo i tuoi gusti.”
http://resuscito.wordpress.com/2008/06/11/da-big-brotha/
Google lancerà un sistema operativo, tale Google Chrome OS.
Mi hanno detto che la Grande G potrebbe esser stata “costretta” dall’ineluttabile evidenza che gli smanettoni abbiano iniziato a compilare Android per farlo girare sui netbook.
Io non sono fiducioso, tantomeno non sono convinto che Google sia ineguagliabile in tutto ciò che crea. Resuscito ha già parlato male di Google una volta, e sono sicuro che avrò infiniti modi per parlarne sempre peggio.
Potrei inaugurare una serie “Non può che peggiorare” dedicata a Google. Ma in fondo, poco mi importa dell’informatica come passione, mi importa solo come risorsa da sfruttare fino all’osso.
Ora, i fatti.
Chrome è un browser privo del 80% delle funzionalità di Firefox 3.5 ed è sostanzialmente inferiore a IE8 per diversi aspetti.
Chrome non ha ancora estensioni, Chrome si schianta. Chrome non apre al volo i file che scarichi. Te li devi salvare, punto.
In verità Chrome è decisamente opzionale per utenti che non abbiano un schermo piccolo o un pc dalle basse prestazioni. Oppure è utile per chi ha infarcito Firefox di estensioni e all’improvviso si è ricordato che “nessuna feature è sinonimo di browser veloce”.
Se vogliamo parlare di Android, beh mi pare proprio che non sia privo di difetti.
E se vogliamo puntualizzare riguardo l’ open source, di codice aperto, allora c’è già chi da secoli lavora su quel fronte.
Così oggi sento parlare di svolta perchè Google vuole creare un suo OS.
Questo è un dramma che si aggiugne al dramma reale dell’informatica e dei geek. Ovvero “chi ne sa qualcosa” si sta differenziando in due categorie.
I feticisti dell’hardware.
I feticisti del software.
Persone così lontane dal mondo materiale, con la testa dentro un monitor, che si perdono per colpa di un peccato carnale.
Invece di supportare ciò che è giusto, ciò che è umanamente e intellettualmente importante, tutto verrà spazzato via dal proprio feticismo.
Per ora non temo che Linux e Ubuntu subiranno reali perdite, o quantomeno perdite importanti. Ma sono convinto che ogni utente che passerà da Linux a Chrome OS segnerà un fatto grave quanto un cane abbandonato per strada, quanto l’8 per mille ad un’associazione umanitaria, quanto il rifiutarsi di donare il sangue.
Sarà grave come tirare dritto di fronte ad un incidente.
Per me, sarà sputare in faccia alle persone, agli sviluppatori, ad un intera comunità che insegue la libertà e la condivide con tutti. Gratuitamente.
In fondo, ciò che detesto è non poter avere opzioni.
Non posso scegliere di “trasportarmi” senza un mezzo a benzina.
Non posso scegliere di lavorare senza Windows.
Non posso scegliere di non sprecare il mio voto per evitare, come la peste, Berlusconi.
Non posso usare un feed reader online che non sia Google Reader.
Oppure posso fare tutto ciò a patto di peggiorare la mia vita, il mio fegato, accettando di dimuire il numero dei miei capelli ed iscrivendomi ad un corso di meditazione Zen.
Ci stanno mettendo a nostro agio, ci metteranno sempre più comodi, riempendoci di cose che considereremo fondamentali.
Muoversi senza pedalare, lavorare senza impazzire, votare senza lottare, leggere delle news senza esser controllati.
Anche in questo, Google è il male assoluto.
In più Google sa tutto e Google sa che non vi sta regalando assolutamente nulla.
Google sa che le vecchie fonti di ricchezza valgono zero. Il modello economico sta cambiando. E tutto questo lo sta sfruttando nella miglior maniera possibile.
Tutto girerà sempre di più intorno all’informazione.
Mentre voi litigherete per il metallo satinato di un case, oppure per il numero di “O” colorate che compaiono sul vostro schermo, avremo perso la libertà anche nell’unico luogo in cui ne avevamo guadagnata un po’.
Ricorderemo quella “Internet libera dell’inizio 2000″ come oggi ricordiamo le spiagge senza strutture balneari e senza ville abusive.
E i nostri figli ci guarderanno stupiti, occhi spalancati, bocca aperta e il rivoletto di bava di chi desidera tornare indietro nel tempo con le ultime estrazioni del lotto.
Non ho granché da aggiungere, ma mi piaceva farti sapere che condivido ciò che hai scritto. La tua non mi pare tanto una visione, quanto la dura realtà contro la quale ci schianteremo.
oh ma tu ce le hai le opzioni: puoi scegliere di non usare Windows al lavoro. ci metti il triplo a fare le cose ma ci riesci. Puoi non usare mai un mezzo a benzina. a piedi, in bici. Ti basta non andare mai fuori città (e c’è gente che lo fa). E Chrome è il tuo browser predefinito nonostante sia “inferiore a IE8″.
Il fatto è che tutto sommato le comodità piacciono anche a te. Oppure non hai davvero vie di uscita, ma allora dovresti riconoscere che questo non vale solo in informatica, e quindi non è colpa di Google…
ah, altra cosa: resistere è inutile. Quando domani io userò Google Voice (perché lo userò, stanne certo) per non rientrare anche tu nel sistema non mi telefonerai più?
Peraltro Google sa tutto di te non solo grazie a te. Io ho messo nella mia rubrica su Android e Gamil il tuo cell e l’indirizzo di casa tua. E’ inevitabile, come le tasse. MA almeno, infinitamente più utile