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Archive for Febbraio 2009

Potresti non esistere

27 Febbraio 2009 Caino 1 commento

Oggi è scomparso e a me sembrava solo stupido. Anche se tutti hanno timore riverenziale di un defunto. A me sembrava solo stupido e infantile e con il naso grosso. Le sue ciabatte da infermiere.  Quando si era iscritto in palestra doveva mangiare 500gr di fragole come colazione e, cazzo, non ce la faceva. Io che le fragole le snifferei con il naso senza accorgemene. Ma ora c’è silenzio. Soprattutto per un morto che conoscevamo di persona.
Le storie che ti circondano, le vite parallele che sfrecciano, quelle sono storie che sei portato a credere meno importanti della tua.
La sua vita era meno importante della mia.
Da sempre, il mio vizio è immaginare almeno una volta al giorno la vita di una delle persone che ho perso.
Non immagino tanto le vite che non hanno avuto, io non penso ai morti. I morti non hanno una vita e non c’è nulla da fantasticare. A me i morti piacciono solo se resuscitano e c’è una telecamera e un supermercato in cui nascondersi.
Intendo le persone che ho perso come un mazzo di chiavi dentro una metropolitana. Io scendo e loro schezzano via dentro un tubo nero verso il centro della Terra. 
Immagino la fermata nella quale scenderanno e cosa succederà.
E’ stalking mentale.
Chi mi conosce è inevitabilmente  perseguitato. 
“Cosa starà facendo” è il mio gioco. Creo una storia dalle piccole basi che ho.
Dopo dieci anni scopro che il film che mi sono proiettato in testa era così dannatamente statico. Siete ingrassati, siete meno gay e finalmente avete trovato una donna. 
La gente cambia molto di più di quanto io possa riuscire a immaginare. Per quanto siamo troppo simili a noi stessi, pronti a reciclarci negli stessi errori e a compiere gli stessi passi,  è impossibile azzeccare il grado di stupidità umana o la beffardaggine della natura.
E’ tragico, ma le storie ti sfiorano e non c’è modo di rimanere con loro.
Ieri è successo che vedo troppe persone di cui ho perso traccia, oggi succede che perdo una persona di cui non ho quasi mai avuto tracce.
Di cui non ho mai proiettato una storia. E di questo mi dispiace. Mi dispiace averla ignorata come se ignorandola non avessi potuto farla diventare immortale o quantomento esistita.
E non potrò mai conoscervi tutti. Svanirete e io non saprò chi siete e non avrò deciso se siete dimagriti, se il vostro fidanzato vi ha lasciato o se avete smesso di piangere mentre vostra figlia gioca tre etti di maccheroni Barilla. Quel torneo di calcio, non saprò mai se l’avete vinto o se il menisco è rimasto in campo. Se il gonzo con cui avete rimpiazzato la solitudine scoprirà mai la verità.
Quello che nessuno dirà mai è “Per me, sarebbe potuto non esistere”.
Questo fa male.
Se la sua storia è finita così, io avrei voluto dispiacermi. E non avere soltanto più paura di quante cose possono andare storte in una vita.

Categories: pensieri, racconti, rigurgito

L’internet di una volta

16 Febbraio 2009 Caino Lascia un commento

Youtube è un immenso amplificatorie di storie. E chiunque, soprattutto chi ha potere, ha paura delle storie del popolo. Indifferentemente dalla posizione politica a cui uno statista appartiene.
Youtube è un pulpito in cui tutti possono fare la predica. E finalmente, tutti possono dire cazzate senza avere una certificazione, una laurea, un’autorità.
Il grande dubbio di una democrazia risiede lì. Tutti dicono tutto ma a dir il vero, se proprio volessimo dirla tutta, alcuni dovrebbero proprio stare zitti. Anzi, sarebbe quasi meglio se parlassero pochi eletti. Due o tre, oppure uno solo. Così una democrazia potrebbe diventare dittatura e un SuperUomo incarnerebbe la voce del popolo mentre il popolo si riconoscerebbe in un singolo.
E Youtube è peggio.
Youtube prende i vostri racconti pixellati e li tramuta in un messaggio per 30 milioni di persone.
Non vi obbliga a seguire un pattern, una trama, un’idea o un’ideale.
“Ecco a voi la parola” e là fuori ci sono 6 miliardi di scimmie che imparano a usare un osso per ammazzare il proprio simile.
L’errore più geniale è che se voi seguiste un pattern, un’idea o un obiettivo, probabilmente su Youtube nessuno sarebbe abbastanza attento. Forse perchè non avete una faccia troppo buffa, delle tette troppo grosse, una global illumination 3d senza troppi punti di bruciatura.
E alla fine io che vorrei un internet come la borsa inventata da Pamela Lyndon Travers, infinita e stupefacente, arriveremo in pochi anni a invidiare i giorni in cui i mass-media, l’Onu e i governi ignoravano le connessioni a 14.400 baud.
Arriveremo a raccontare ai nostri figli che una volta, in rete, potevi cercare quello che volevi.
Soprattutto potevi trovarlo.
Guardare Youtube sarà come guardare l’umanità chiusa dentro un acquario. Spingeremo la faccia e vedremo un mondo distorto, silenzioso e senza colpi di scena. I pesci dentro un acquario che girano e si guardano intorno, quelli sono stupidi.
Ci mancheranno le gif animate e le texture con il tiling sbagliato.
Anche se ad oggi molti siti giapponesi sono splendidamente 33k. Fanno così geocities e altavista.
Avremo perso anche le nostre facce su Facebook, perché sono di sua proprietà tutte le immagini che ci mettiamo dentro.
Così l’essere umano, in fondo, è questo.
Questa pallina di cacca che fa tanta compassione per quanto si gira, si dimena, si arrampica, si uccide e prende facciate dentro la sua scatolina.

Categories: pensieri, rigurgito Tag:

Breve storia di una distruzione, in 2 youtubbate.

9 Febbraio 2009 Caino 1 commento

Ucciderei Eluana

6 Febbraio 2009 Caino Lascia un commento

Perchè ho una pallida idea di cosa sia la vita.

Categories: scrittura