Resuscito, quindi sono.

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Yet another useless writer.

Un salvatore, e non.

Dentro il mio cerchio nero c’è una panchina, del cemento, un uomo che si muove avanti e indietro con le sue scarpe eleganti. La scarpa destra ha il laccio che penzola. La camicia grigia gli è uscita fuori da un lato dei pantaloni. La giacca del gessato ha una lingua rossa che esce dalla tasca e penzola con il fermacravatta.
L’uomo urla e suda e la gente lo guarda.
Una vecchietta con un carrello della spesa gli passa accanto e lo fissa. Rallenta. Come farebbe allo zoo.
L’uomo urla e suda e tira un calcio al carrello. Tutto il contenuto finisce vomitato sull’asfalto.
Da dove guardo, l’uomo sembra frugarsi in tasca e si stringe nelle spalle, chinandosi. Come quando urli tanto. Come quando gli alveoli sputano via tutta l’aria e la testa ti gira e stai collassando.
Un camioncino FedEx inchioda e quasi non sento i pneumatici fischiare.  Un tizio di colore scende per raccogliere la vecchia dal suolo.
L’uomo che urla ed è fradicio per quanto suda, da dove guardo io sembra calmarsi.
Gli stanno dicendo di stare fermo. Di calmarsi. Al telefono c’è qualcuno che gli sta spiegando che il suo debito sarà estinto, che troveranno un modo per farlo pagare. La villetta vittoriana che ha nel New Hampshire, per esempio. E l’uomo urla.
Da dove guardo non sento, ma gli stanno dicendo: “Carl, datti una calmata.”
Deve stare fermo, cazzo.
E poi il nero della FedEx non dice nulla e lo segue e poi gli molla un rovescio sulla faccia.  Gli stampa le nocche sul naso.
Il telefono vola e chi gli sta parlando non può tenemi fermo l’uomo.
Il target sbatte la faccia a terra. La cravatta rossa si allunga come una striscia di sangue. Il fermacravatte brilla dorato e il tipo della FedEx lo raccoglie e se lo infila in tasca.
Credo lo stia insultando, con il suo dito nero e la sua giacchetta bianca e blu.
Non è al primo calcio e neppure al secondo che il tizio smette di muoversi. Il nero gli sta urlando contro.
La vecchia raccoglie le sue lattine, i suoi vestiti e rimette tutto nel carrello. La gente guarda e la vecchia scivola via per la sua strada, gocciolando piscio di paura come briciole di pane.
Il target è immobilizzato.
La FedEx lavora bene.
Ci ha fatto un film pure Tom Hanks.
Slaccio il tappo dell’obbiettivo. Con un occhio solo non vedo quanti stanno guardando.
Trattengo il fiato, aspetto che il cuore abbassi la frequenza dei battiti. Non tira vento o quasi. Uno o due nodi. Qualcuno nota il riflesso del mirino nel palazzo di fronte.
Punto e incrocio il target. Il botto ultrasonico a sessanta metri in linea d’aria è poco più di una sospensione di un Greyhound alla fermata.
Per terra la cravatta rossa e il sangue formano una croce.
Il target è martoriato, in posizione da Gesù Cristo. Le braccia spalancate, niente barba e niente capelli lunghi.
Il nuovo Salvatore sarebbe un impiegato, penso.

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