Resuscito, quindi sono.

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Yet another useless writer.

Stato costante di Puttra

Qui ci siamo tutti.
Tutti quelli che non hanno un contratto per futili motivi.
Non abbiamo accettato il suono a punta della cassa, i dreadlocks al posto dei capelli a spazzola, ci siamo rifiutati di firmare dove incidono anche i Van Gogh Post Scriptum. Qualcuno si vanta di aver ruttato nell’intro e nell’outro del demo.
Esofagia come parantesi della creatività.
Aria proveniente dal proprio assorbimento della realtà.
Ci sono i Marznew Deliberator che hanno strappato il contratto perchè c’era scritto Egregi e i loro nomi a seguire. Hanno detto: “Della pecora ci dai a tua madre” e poi ne hanno fatto forfora cartacea. Dicono che il bassista abbia sfondato con una ginocchiata il naso della segretaria. Ora è un lordo bulldog francese.
C’è Lucinotto e lui è quello che conosce tutti, che organizza tutti, che ha portato un Marshall JCM 800 perchè prima era stato un chitarrista, mentre ora è un batterista, produttore, critico, organizzatore, dj, amicone, simpaticone, marpione e tutto il resto del cazzo che vuoi.
E’ quasi un Glicine del Cosmo. E ci sono tutti gli altri.
Quasi non lo diresti che è un Festival di musica. Di gente che non ha neppure esordito.
C’è quella che stava col tipo che ha vinto il concerto del primo maggio.
Ci sono tatuaggi che inseguono tatuaggi che spingono tatuaggi che strofinano tatuaggi che non perdono colore su altri tatuaggi. Simboli tribali, ideogrammi, tigri, leoni, demoni, madri, padri, figli, frasi indecorose, frasi del cazzo e basta. C’è chi si è tatuato “300″ sul petto.
C’ è pelle forata da metallo, legno, gomma, plastica. Dei capelli non parliamo neppure.
In questa una frazione provinciale di un Pink Pop Festival ci sono coltelli lunghi e sottili e lame come giraffe che accoltellano le schiene.
C’è quello che non plettra i 64esimi a 120 bpm.
C’è quella che ha sei ottave in studio, ti dicono ridendo, ma che dal vivo si emoziona. E ridi.
Siamo in mezzo a gente famosa, a gente già fatta. Siamo tra gli Ozzy Osbourne, i Led Zeppelin, gli Hendrix, i Pink Floyd, solo che noi siamo persone meglio. Siamo artisti meglio. E non ci puoi comprare.
Non abbiamo un contratto perchè il produttore ci voleva più new age e meno post folk. Ci voleva più viola e meno blu. E noi siamo i nuovi John Lennon e Ringo Starr e allora non capisci un gran cornicione di sto cazzo.
Siamo duecento, forse trecento, e gli altri 299 sono merda.
A turno siamo leggenda per gli altri.
E’ solo questione di prospettiva.
Siamo tutti.
Siamo tutti sotto il tramonto, inculati in periferia, con le Etnies e le New Rock che prendono polvere, con il vomito che stagna negli angoli, con i bicchieri di plastica trasparente che ti arrivano sui polpacci e ti schizzano di birra rancida che sa di bile. O forse è la tua lingua che sa di vomito da troppo tempo. Forse è la tua musica che sa di rabbia e di nausea. Forse è il naturismo sfrenato della curiosità di chi si accoppia come lattine calpestate.
Forse sei tu e noi siamo tutti.

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