“Dimitri, Dimitri! Cazzo! te lo dicevo della disciplina!”
Non è possibile, e non in quel modo, dico.
“Dimitri, passano gli anni ma mica le cose rimangono uguali”
Si. Forse non siamo nella stessa routine, dico. E forse non siamo per davvero nello stesso loop do/while. Dico. Ma allora dove cazzo siamo?
“Ci vuole più stomaco e risonanza. Dimitri, ci vuole passione e coraggio e quella cosa che ti fissi e non molli più. Ma non che non molli più chennesò, per due mesi o per due anni, ci vuole quella roba che ti incolli e non te la levi per due millenni. Tipo il catrame.”
Due milleni, manco delle tette in silicone, dico. Manco quelle durano.
“Appunto Dimitri, pensa a due milleni. Almeno anche se duri una piccola frazione la tua vita è andata e passata. Tu sei carbonio 14 analizzato nel futuro remoto e la tua roba, quella roba che ti devi fissare, quella forse ha prodotto qualcosa.”
Quant’è vero che mi chiamo Dimitri, no, io non ci credo.
“Disciplina Dimitri!”
E stomaco, dico.
“E gola, e cuore.”
E culo.
“Un film porno del cazzo, questa vita. Eh Dimitri?”
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