Resuscito, quindi sono.

Icon

Yet another useless writer.

Monografie: John Dillinger

Il padre dice: “Quello non è il mio ragazzo”, e John Dillinger non è mai morto.
E’ il 22 luglio del 1934. Siamo a Lincoln Park, di fronte al Biograph Theater . La scritta nera dice “Manhattan Melodrama”. C’è la fila. E’ cola di Clarck Gable e del suo film. E’ un gangster movie. John ha un vestito scuro, gessato, la cravatta larga con un nodo stretto che gli strangola il pomo di Adamo. Al braccio porta una donna, Polly Hamilton, nell’altro tiene la mano dentro la tasca dei pantaloni.
Fuma. John Herbert Dillinger controlla l’orologio.
Polly parla con Anna Sage, un’amica che li accompagna.
Per la cronaca, Anna si chiama Ana Cumpanas e sputa consonanti sfacciate come il suo vestito arancione. In coda ci sono pellicce, tacchi, uomini con cappelli come quello di Dillinger. Lei è l’unica con un vestito arancione, come se la sua parlata rumena non si distinguesse a sufficienza.Come se i suoi quarant’anni non indicassero abbastanza. Come se il suo bordello non fosse abbastanza famoso.
Anna Sage sarà ricordata come La Donna In Rosso.
Novantacinque minuti dopo, due minuti dopo la fine di Manhattan Melodrama, lei baratta le accuse di sfruttamento della prostituzione con un cenno del capo.
Appena Dillinger inizia a scappare un agente dell’FBI apre il fuoco. Due al petto e uno dritto sulla nuca, che uscirà dal suo zigomo destro.
Anna Sage verrà riportata in Romania nel 1936 dove morirà undici anni dopo.
John Dillinger morto, tutti dicono non sia lui. O forse si. Forse suo padre non riesce a riconoscerlo dopo gli interventi di chirurgia plastica. Forse è la putrefazione di un’estate torrida che ha cambiato i suoi occhi grigi in occhi marroni da morto. Forse la pistola che trovano addosso al cadavere, che in verità verrà costruita cinque mesi dopo la morte di John Herbert Dillinger, forse non era la sua.
Solo la sorella di John dirà che è lui per via di una cicatrice sul ginocchio.
Grazie alle foto del corpo verrà ricordato come un uomo con un erezione pazzesca. Così come gli occhi, la chirurgia plastica, così come il fatto che quel cadavere presentava malformazioni dovute a malattie infantili che John Dillinger non ha mai avuto, anche per quello c’è una spiegazione.
Forse era solo un braccio bloccato nel rigor mortis.
E John Dillinger è vivo, superdotato, Robin Hood, armato di una pistola modellata nel sapone.
Là fuori.

Archiviato in:monografie, scrittura, scrittura creativa, scrivere , , ,