Resuscito, quindi sono.

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Yet another useless writer.

Sono nato in una lightroom.

 

Si è pisciata addosso. Non hai fatto neppure in tempo a finire la frase. Poteva essere incinta e poteva essere liquido amniotico. Invece è piscio. Il pavimento è color crema. Tutte le mattine c’è una peruviana di nome Chiquita. Si affoga nei vapori degli smacchiatori. SMAC Detergente igienizzante con antibatterico. Nuova formula. Nessun alone. E ora tutto il suo lavoro è andato. Ci sarà puzza di piscio. Non sei agitato. L’unico problema era fare entrare il borsone. Entrato il borsone, estratta la pistola, e sembra di essere in un vespasiano. La vecchia non è l’unica. Si sono pisciati addosso. C’è chi piscia dagli occhi. Alla guardia giurata hai fracassato qualcosa con il calcio della pistola. Il naso ora indica sinistra. Sembra un profilo. Chiquita non sarà contenta. Il sangue è un casino. Hai detto, fermi tutti. E’ una rafina. La parola rapina è finita dentro i 40 denari della calza. Qualcuno ti dice di non fare cazzate. Non fare cazzate. La posta di Via Carmignano è un appello di gente che ancora non è morta. Di gente che sorride ad ogni assenza. Gente che sorride perchè vogliono essere gli ultimi a morire. Anche Chiquita vi ammazzerebbe, dici. Rispondi, non fate voi cazzate. C’è il sole e ci sono gli alberi che ondeggiano e ci sono persone incollate alla vetrina con il cellulare in mano che ti fanno foto. E c’è il glicine che vola che sembra neve viola e buona da mangiare. Da bambino te ne mangiavi un ramo in sei minuti netti. Ora sei in mezzo a gente che si fa di Danacol, olio di pesce, soia, garcinia cambogia e carciofi. Atorvastatina, fluvastatina, pravastatina e simvastatina. Frullati e succhi di barbabietola prima che diventino bottiglie di Moët da due litri con i capelli bianchi. Le gomme della tua macchina hanno meno pressione. E non si pisciano addosso. Ti dicono, non fare cazzate. Dicono. Per favore. Sussurrano. Ti prego. E c’è piscio mentre il liquido amniotico è più facile da risciacquare. Niente aloni, solo un po’ di appiccico. Tua moglie ha rotto le acque trecento metri prima. Ed ora sei con una pistola scarica in mezzo alla patria dell’ipercolesterolemia. In tua moglie si è rotto qualcosa ed ora gocciola acqua e sangue e lacrime che sembra Gesù Cristo. L’hai lasciata in macchina. Al sole. Hai detto, vado a fare il bancomat. Ti ha chiesto se avevi ancora il bancomat dopo aver disdetto il conto. E tu hai detto nel borsone. Di questo passo il liquido sarà secco e tuo figlio affogato e bollito. Tua moglie in shock setticemico. Coma. I globuli bianchi che partoriranno per lei. Con l’allungamento del tuo cazzo, la pistola scarica, non urli, non parli e non guardi nessuno. Tutti hanno gli occhi piccoli e lucidi e tremano. E pisciano ancora. A turno. Le vesciche cedono. Prendi il borsone. Il cartellino con il nome Zagabria, incollato alla biodina dietro lo sportello, saltella positivamente quando dici riempilo. Dici, dammi delle buste. Dici, voglio i francobolli. Non tornerò qui a mandare la posta. Il cartellino Zagabria è contento. Tua moglie là fuori è a metà cottura. In Sicilia fa un caldo di Dio. E’ primavera. Hai l’allergia. Zagabria ti allunga il borsone pieno. Sei allo zoo. Le persone hanno perso la parola e fanno versi. Li hai fatti sdraiare a terra e non riesci a passare per uscire fuori. Ci monti sopra. Qualcuno ha anche cagato. Chiquita sarà sempre meno contenta. Seicento euro al mese per questo porcile. Cazzo. Dovresti rapinare la prossima posta per lei. Qualcuno schiocca le dita. Ti giri e controlli. Fai un passo. Qualcun altro schiocca ancora le dita. C’è gente che prega. Un altro passo e il nuovo schiocco di dita si mette a piangere. Stai sfondando le costole all’omino baffuto che hai sotto i piedi. Dici, scusa. Sono gli stivali modello Chuck Norris in cuoio di vitello anticato. Dici, non passavo. A quest’ora tuo figlio ha la cotenna quasi pronta e il borsone è pesante. C’è odore di baccalà e stoccafisso e aringa affumicata. E’ il piscio. Sono le medicine dentro il loro piscio. Esci. La gente dalla vetrina non è sociale. Punti la pistola e scappano come piccioni. E’ il caldo di questa cazzo di Sicilia. Dalla macchina tua moglie sorride. Ci sono ditate di sangue sul finestrino dal tuo lato. Dovresti chiamare Chiquita per pulire la macchina. Tua moglie alza un pezzo di tacchino pallido e urlante. Sembra che hai una borsa piena di bollettini e di pensioni. Un secondo figlio incazzato. Questo è un paese per vecchi. Hai chiesto informazioni al telefono. L’operatrice si chiamava Veronica. Per andare in ferie risparmiavi a spedirli con UPS.

Prova nata da ]sono nato in una darkroom[. Ci sono altre stanze.

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