La voce del popolo, le chiese di storie.


L’altro giorno ho pensato che i ragazzini di oggi sono deficienti.
Ho anche pensato che un nuovo “1984″ o un nuovo “Fahrenheit 451″ non uscirebbe più in libreria. E’ probabile che verrebbe spacciato in rete, sotto Creative Commons, letto da qualche centinaio di persone.
E qualcuno direbbe: “E’ molto matrix, è molto palahniuk, è molto gibson.”
Mentre i libri di innamorati che mettono lucchetti ai lampioni irresistibilmente stampanti per ragazzini deficienti, ecco quelli trovano una via.
L’altro giorno ho pensato che i ragazzini di ieri erano deficienti.
Però a Michael Jackson piacciono tutti. Lo stesso.

Ora.
Di sicuro avrete il dubbio se comprare “Y34RZ3R0R3M1X3D” dei Nine Inch Nails. E’ il disco di remix di Year Zero. La cosa migliore è scaricare “The limitless potential”, un altro disco di remix dello stesso disco. Che è “open source”.
“The limitless potential” è fatto delle migliori 21 tracce di oltre 200 pervenute a 9inchnails.com ed è distribuito via bittorrent.
Oppure lo trovate qui: http://www.9inchnails.com/remixes/

L’altro giorno pensavo che i ragazzini di domani saranno deficienti.
Ma anche quelli di oggi mi danno delle soddisfazioni. Tipo la bella storia di Stracchino.
O magari ne trovi una che è una scrittrice e sul suo sito mette la copertina del suo libro, che non è mai stato stampato, e subito sotto la sua gallery di autoscatti.
E in tutti gli autoscatti mette in mostra i suoi piedi. Il suo alluce in bocca, il tallone rosa, le dita rannicchiate.
La prossima scriverà haiku e si infilerà un braccio di gomma in culo.

Visto queste cose, io credo che là fuori siete tutti fantastici.
E tutti deficienti. In qualsiasi passato, presente e futuro.

E anche io sono là fuori.
Ciao.

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5 Risposte to “La voce del popolo, le chiese di storie.”

  • hurley

    Ci saranno 100 persone in italia che hanno letto e capito 1984?

  • cybbolo

    io la vedo sotto una prospettiva che ancora devo capire se è più o meno preoccupante della tua: che quando siamo stati ragazzini noi, probabilmente siamo apparsi deficienti a qualcuno più vecchiotto e che quindi qualcosa non torna.
    e mi chiedo:
    dov’è che comincia l’obiettività e dov’è che finisce una sorta di rancore anagrafico?
    per il resto delle tue riflessioni (amare) sono assolutamente d’accordo.

    o.t. – una tua chiacchiera da bar acidula come le tue starebbe bene all’Osteria da Amalia e ti aspetto…;-)

  • Caino

    cyb, prometto che arrivo eh, arrivo. intanto fammi preparare una guinness.

  • Flounder

    ecco, mi allineo a cybbolo.
    che una volta – inutile specificare il quando – pensavamo che i vecchi fossero deficienti.

  • Ettore

    eh eh, da giovani si pensa che i deficienti siano i vecchi, poi arriva un momento in cui si comincia a credere che i defincienti siano i giovani, ma per un po’ non lo si confessa perché sarebbe come dire che si è vecchi, poi non si può più mentire…
    i più furbi dicono semplicemente che deficienti sono gli altri, i più onesti dicono che i deficienti sono loro :-)
    non ho mai capito a chi dar ragione, sono un deficient’agnostico, so che ci sono, ma non ci credo!

    bai bai
    Ettore

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