Prima cosa prima. Di altre cazzate da evitare. [pt.13]
Scrivendo il tuo capolavoro incompreso puoi fare due cose.
Scriverlo.
Oppure scriverlo e compiangerti.
Lo step successivo, quello della pubblicazione, è fatto di un altro bivio.
Puoi parlarne con moderazione, scegliendo di menzionarlo con coerenza ed “educazione pubblicitaria”, oppure devastarmi i maroni inserendo il mio indirizzo di posta nelle tue mailing list.
Ti dico che sei un genio del male se il mio indirizzo di posta finisce in più mailing list che gestisci.
La lista degli amici, quella degli scribacchini, quella dei possibili acquirenti, quella dei tuoi compagni di corso di scrittura creativa.
Facendo questo, hai appena quintuplicato la stessa identica email dentro la mia cassetta di posta.
Oltre ad essere un genio del male, potresti davvero ridefinire il concetto di Male su Internet.
Potresti creare, per esempio, una cassetta di posta dove è il protagonista dei tuoi libri a scrivere cose come: “Ciao, sono Judy. Ero una modella, adesso sono una scrittrice. Ero convinta di non farcela a pubblicare, come te. Ma ce l’ho fatta. Solo che adesso è successo qualcosa di molto strano. Credo che mi segua qualcuno quando esco di casa e da ieri sento dei click mentre parlo al telefono. Il mio ragazzo è scomparso e for”
Dopo due a capo potresti mettere il titolo, l’editore, il prezzo di copertina.
Ovviamente fai ereditare all’indirizzo email del protagonista del tuo libro tutte le tue mailing list.
Così nella mia casella di posta ho le tue lettere, quelle del tuo protagonista e pure quelle di qualche amico/giornalista che ti ha detto “perchè non mi passi i tuoi indirizzi di posta almeno tengo aggiornate le persone sui tuoi nuovi romanzi?”
Una cosa davvero “smart” è che potresti scrivermi ancora una volta dicendo “ho lottato con il mio editore per far si che il prezzo di copertina sia così basso”.
Se sei un genio del male, se stai rinnovando il concetto di Apocalisse della Comunicazione, dovresti lasciarmi supporre che visto che ti conosco, magari mi lasci qualche contatto. Mi fai conoscere qualcuno che conta.
Ma ti consiglierei, in questo caso, di non aver dimenticato di raccontare che “Con 10 tagliandi di acquisto dei miei libri posso fare l’editing. Con 30 presentarlo al mio editore.”
Ovviamente non ti dimenticare di mandarmi la scannerizzazione di tutti gli articoli di giornale che parlano del tuo nuovo successo.
Non dimenticarmi di andare a comprare la rivista dove ti hanno intervistato.
E ti prego cita Hemingway e Faulkner così che io possa esser sicuro di conoscere uno Scrittore che mi aprirà le porte dell’esordio.
Potresti chiedermi una bozza e sparire.
Potrebbe succede che ti becchi due recensioni negative e annulli le tue newsletter.
Potresti far finta di niente e spiegare al tuo agente che dovrebbe andare sul tuo sito ufficiale per scrivere un invito “caloroso” per convincere i tuoi fan a comprare il libro il primo giorno che sarà nei negozi. Non il secondo, ma il primo. Tanto lo compreranno lo stesso, il tuo libro, i tuoi fan. E che nel mondo moderno della letteratura il giorno del debutto è tutto.
Per il tuo nuovo libro le prime 24 ore sono tutto.
Alla base di tutto questo puoi decidere di scrivere, o di scrivere per quel nuovo Panerai. Raccontare di sesso e spazzole per la tua faccia su Donna Moderna o per confessare che il tuo romanzo è così pericoloso che ormai hai bisogno delle guardie del corpo per visitare la Sicilia.
O forse ho capito.
Forse leggo Delillo perchè lui non ha il mio indirizzo email.



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