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Archive for Ottobre 2007

I hate everyone

31 Ottobre 2007 Caino 2 commenti

this is the first day of my last days
i built it up now i take it apart climbed up real high now fall down real far
no need for me to stay the last thing left i just threw it away
i put my faith in god and my trust in you
now there’s nothing more fucked up i could do
wish there was something real wish there was something true
wish there was something real in this world full of you
i’m the one without a soul i’m the one with this big fucking hole
no new tale to tell twenty-six years on my way to hell
gotta listen to your big time hard line bad luck fist fuck
don’t think you’re having all the fun
you know me i hate everyone
wish there was something real wish there was something true
wish there was something real in this world full of you
i want to but i can’t turn back
but i want to

“Wish” – Nine Inch Nails

E’ un po’ il solito giro del fullo, questo pensiero. Ci arrivo al terzo passo: tre, due, uno.
Le uniche cose di cui hai bisogno, per raccontare, sono la voglia di raccontare e un sincero odio per le persone.”
E che io sia stato definito “feroce” o che “komeinizzo” è un dato di fatto. Ma perchè no?
Ho avuto discussioni sulla terminologia che adotto, partendo dal termine “spara”.
Partendo dall’odio, per scrivere, io passo direttamente alla brutalità.
Credo sia un liquido di contrasto, un pennello molto fino.
Raccontare con amore lascia sorvolare, crea personaggi e storie stondate, sentimenti netti e precisi. Di preciso, nella vita, diciamo che c’è molto poco. Così come di drammatico, il “perfect pitch black”, non esiste. C’è del grottesco, del sadicamente sarcastico ovunque.
Dio è beffardo.
C’è un motivo se “Uccelli di rovo” non se lo caga più nessuno, mentre “Blade Runner” è eterno.
E la verità è che al primo semaforo vorresti prendere a ditate negli occhi qualcuno. O controlli se la tua macchina è rigata quanto la tua. Se è chi è al volante è brutto.
Che non dare la mancia, se il cameriere non è stato perfetto, e per perfetto intendo dire che non ha proposto nulla o che ha proposto solo quello che pensavi e che è stato al tempo stesso uno schiavo e un amico, non dargli quella percentuale esorbitante del conto che si aggira tra il 7 e il 10% perchè “ha il naso grosso” è una piccola soddisfazione.
“Perché mi ha fatto ripetere due volte ‘macchiato’.”
Sartre scriveva per far pentire le persone delle proprie esistenze.
Jovanotti cantava [???] che la F1 si guarda solo per vedere chi si schianta alla partenza.
Palahniuk diceva che “ogni forma d’arte nasce dal dolore”. Il dolore non porta ad amare.
Di Leopardi non ditemi che era socievole e scherzoso.
Io non ho mai negato di scrivere, o di suonare, per prendervi tutti a martellate sulle dita dei piedi.
Penso anche che una persona troppo equilibrata non abbia un reale valore creativo.
Non in quest’epoca, almeno.
E smaltito l’odio, tutti noi siamo di nuovo pronti a dire “Grazie-a-lei/Buona-giornata” al postino, al libraio, al vigile, alla cassiera e a tutti i piccoli stronzi che costellano le nostre vite.
A sorridere, a sparare denti a destra a manca.
“Perchè cazzo, quei denti sono costati centro merdosi euro a cuspide.”
” ‘Sto rossetto, altri venticinque euro. Altrimenti uno economico rimaneva tutto sulla prima tazzina di caffè della giornata.”
” E Vaffanculo e guardate i miei denti, la mia bocca, i miei capelli che porca puttana mi sono alzata alle quattro del mattino per stirarli.”
E tutti voi, brutti piccoli stronzi ingrati del cazzo, vi impiccherò dentro la mia storia.

Guardando

30 Ottobre 2007 Caino 2 commenti

Se guardi fuori dalla finestra con tutta probabilità vedrai solo persone che sanno fare cose. Gente che cammina senza inciampare, che parla senza sputare, che mangia senza rimanere strangolato o che spende i propri soldi riuscendo a contare il resto. O magari soltanto a leggere abbastanza in fretta il registratore di cassa.
In verità mi sto chiedendo quante cose non so fare e quanto attaccamento ho per la curva dell’apprendimento.
Quella a sensazione di vedere un bambino giocare perfettamente ad un videogame è l’impietosa meraviglia di capire che tu, nonostante la sua sicurezza, rimani imbranato, impantanato, inesperto.
Così continuo a fissare dalla finestra, guardando normalità e scontatezza.

Categories: rigurgito

A Good Viewpoint

26 Ottobre 2007 Caino Lascia un commento


Blue – The Birthday Massacre

Categories: scrittura

Una manica, un colletto e un intero cappotto di Voyeur

24 Ottobre 2007 Caino Lascia un commento

In questi giorni, dopo aver letto questo su Babsi Jones, è difficile non imbattersi in questo gran casino.
Tanto per fare i nomi, trovate di tutto e di più tra questi post e questi commenti: Ma che libro leggi tu? Il suo (quello di Babsi Jones)Il cassetto delle idee libereNoantriBrodo primordialeLa persona depressaIndizi dell’avvenuta catastrofeContaminazioniCrumblesCorso sempione 50.

 

Quando mi parlano dei grandi classici, i pochi che in verità non ho letto, quando mi nominano l’ispirazione, il talento, l’essere portati, l’avere la testa acuta o l’animo gentile, quando le parole diventano tante, ma così tante che poi vengono definite letteratura, spesso mi viene l’orticaria.
Post e discussioni di questo genere sono la testimonianza di persone che vogliono avere a che fare con la scrittura, con i romanzi, con le poesie, con l’editoria.
Con ’sta gran cazzo di “LETTERATURA”.
Gente che vuole sentirsi dire “CAZZO SEI UN FOTTUTISSIMO SCRITTORE! Eccoti centomila euro di acconto per il tuo prossimo libro.”
Potrei commentare e dire la mia sulla questione, o sul libro di Babsi Jones.
Potrei scriverne un post lunghissimo, pieno di concetti interessanti, di elucubrazioni letterarie e psicologiche, nonché sociali e commerciali.
Dio mio, quante cose potrei fare.
Potrei farne così tante, potrei parlare così tanto di Scrittori, di Letteratura, di Narrativa, di Artisticità e Talento che alla fine io prendo il mio cazzo di tavolo di legno dell’Ikea e cerco di capire perchè balla.
Cerco di capire in che modo le sedie che costruisco potrebbero migliorare.
Mi metto nel silenzio, in un silenzio di socialità passiva, e invece che dire cazzate, farmi seghe, scrivo.
Magari poi parlo con quegli americani tutti McDonalds e assicurazioni sanitarie di quel workshop o di quel tal libro di scrittura che ti insegna a tirare fuori un plot come se fosse una formula matematica.
Magari vado a paragonarmi con chi ha scritto e partecipato al NaNoWriMo. Quella gentaglia che ha speso ogni secondo per arrivare a 50.000 parole in un mese.
Io vorrei sapere quanti di voi ne scriverebbero 10.000 in un mese.
Poi ci conto, chiedetevi perchè esistono i DeLillo.
E rispondetevi “E’ genio”.
Mi raccomando.
Non la verità.
Siete una folla di geni incompresi.
Siete Hemingway, Joyce, Faulkner. Siete dei Pirandello, tutti quanti.
E quante cose potreste fare del vostro tempo, invece che perderlo.

Categories: letteratura, rigurgito

Steven Hall e Jonatham Lethem

24 Ottobre 2007 Caino 2 commenti

The Raw Shark Text di Steven Hall non pensavo avrebbe visto la luce in Italia così presto.
La righina piccola, quella che in questa immagine non puoi leggere, dice: “Il figlio bastardo di Matrix e lo Squalo.”
Preso, quindi.

Di Jonathan Lethem ho letto solo “La fortezza delle solitudine”.
La parola “avvincente” è una di quelle parole tabù che non uso mai, che non riesco ad usare, ma che difficilmente non riuscirei a tirare fuori per questopera mastodontica.
“Non mi ami ancora” lo prendo dalla pila dei libri, apro una pagina a caso e leggo due righe.
Lethem non mi mette di fronte in pila avverbi senza senso, verbi starnazzanti, cliché gargantueschi.
Non dice cose come: “Fumava amabilmente il suo sigaro seduto sotto veranda della sua casa in Louisiana.”
Quindi, preso.
Alla cassa, tutto questo diventa ventinove euro e due centesimi.

 

Non ricordo quando e perchè, e questo stato di defiance mnemonica è in tono con l’opera di Hall che per l’appunto è incentrata sulle amnesie, cosa che non vi dico il giramento di balle che mi fa venire, ad ogni modo non ricordo quando ho sentito dire che “L’arte stimola l’arte”.
Forse è stato detto per la morte di Pavarotti.
La mia mentalità da estremista edile della narrativa e della scrittura, io piccolo saldatore di parole che avrei lasciato disoccupate centinaia di muse o le avrei impiegate per altri scopi, di fronte a tale concetto ho avuto il rigurgito di dire “No, l’arte non concima l’arte, non stimola altra arte.”
E tutto sommato è una cazzata.
Anche io dico cazzate*.
L’arte è forma e contenuto.
Io non credo che un contenuto possa essere ispirato per intero da una forma d’arte, quanto più da centinaia di dettagli.
La struttura, invece, è fondamentalmente creata in base a forme d’arte precedenti o contemporanee.
Questo è molto simile quello che dicevo qui, nel “Consiglio per la generazione di parole numero 8″.
Ritorno convinto sul concetto che l’arte stimola altra arte.
O perlomeno la struttura di altra arte.
Una volta gotica può ispirarmi la grafica di un sito.
Ma se l’arte potesse figliare contenuti, se suggerisse temi e pensieri, se Dante mi convincesse della metafora religiosa della Divina Commedia al punto da farmi creare qualcosa di simile, continguo, vestirei in tunica e ciabatte e portere una corona di alloro sulle tempie.
Sarebbe anacronismo, sarebbero secoli di storia in cui la società che mi ha formato non è si è mossa in nessuna direzione.
Così non credo che sentire urlare “God save the queen” tra cent’anni avrà qualche senso, o almeno lo stesso senso del ‘77.
Ci sarà altro punk, forse, ispirato formalmente dai Minor Threat o dai Black Flag.
Ma i contenuti, le metafore, cambiano.
Guarderemo lo stesso minuetto, leggeremo lo stesso libro, sentiremo la stessa musica pensando cose differenti, intuendo leit motif significativamente diversi.
E’ come avere una telecamera e riprendere la stesse scene da mille angolazioni diverse.
E queste scene saranno l’amore, l’odio, la morte, la solitudine, la dipendenza, l’evoluzione, la costrizione e un altro milione di cose divertenti che una volta morti non faremo mai più.

 

*questa piacerà a Phonkmeister.

Sempre cara mi fu quest’ernia al colon

23 Ottobre 2007 Caino 1 commento
Categories: letteratura, libri

Rigurgitini vari e casuali

22 Ottobre 2007 Caino Lascia un commento

La Ferrari è la dimostrazione pratica che la F1 è come il calcio. Se postassi la metà dei ricorsi che hanno fatto riuscirei quasi a pareggiare la quantità di secondi posti che si sono beccati con Alesi e Berger.

E’ uscito un libro che parla di “trucchi della scrittura”. Stranamente, è un libro di italiani e si suppone sia per italiani.
Questo vuol dire due cose: la prima è che in un certo senso ci stiamo muovendo verso i workshop, la costruzione ragionata e razionale, le tecniche “anti-ispirazionali”, e la seconda cosa è che un sacco di gente scrive. E citando Ratotuille: “Tutti possono ma non tutti dovrebbero.”
E questo ve lo dico perchè l’hanno pubblicizzato tra Iacchetti e Greggio.

I trent’anni o quasi vogliono dire che il tuo metabolismo diventa di cartone. O te lo gestisci tu, a suon di mazzate, o ti decidi che avere tre panze è un bel sistema di airbag portatile per i carrelli della spesa dei supermercati.
Tuttavia, io preferisco farmi male.

Ho un totale feticismo per i viaggi nel tempo. Così mi hanno accontentato e hanno fatto “Journeyman” che, insieme a “Daybreak”, non mi fa rimpiangere troppo Scott Bakula e Quantum Leap.
Questo stabilisce una cosa tipo “zombie che viaggiano nel tempo cercando di cambiare sesso con cure ormonali mentre il protagonista è l’ultimo uomo sulla terra [e anche lui cerca di diventare un transessuale]” è definitivamente il mio genere di trama perfetta. Se scrivete un romanzo del genere, vi faccio l’editing.
Se non ci sono maschere antigas però non mi interessa.
Vi suggerisco la prima frase.
“Mi alzai che la faccia mi puzzava di gomma marcia.”

Categories: rigurgito

Gasmask Bike

21 Ottobre 2007 Caino Lascia un commento

La devoluzione totale dell’essere implica lo smottamento psicologico e rivoluzionario dell’applicazione di base dello strato subcosciente. In alcuni casi, ove la personalità atipica e strettamente asomatica del soggetto indica analoghe sintomatologiche dei Cynomys ludovicianus, erroneamente definito canide ove trattasi di un roditore della stessa famiglia delle marmotte, differisce il processo di ablazione di una parte del lobo frontale.
In questi casi la capacità di gestire oltre venticinque tipologie di emissioni sonore e di una gravidanza di trentasei settimane, aiuta il soggetto a superare la crisi attraverso ramificazione e aggregazione sociale.
Praticamente, è lo stato dell’arte dei sei gradi di conoscenza.
Tornando alla devoluzione raffinata e circoscritta del condizionamento sociale, rinominata altresì come “Smotta il motto del sottoposto”, è da segnalare come una pratica elegantemente evitabile su un essere umano e meno che mai su un cane delle prateria.
E’ invece raccomandabile, come trattamento a lungo termine, ove lungo termine è rappresentabile come un arco temporale tra il lustro e il decennio, che l’utilizzo smodato, insensato, praticamente paraplegico di un monociclo urbano di classe A, definito illegittimamente “mezzo di trasporto pericoloso e inaffidabile”, e che in taluni soggetti ha avuto effetti incrementali sulla muscolatura anteriore degli arti inferiori, di cui citiamo in ordine decrescente di aumento volumetrico il quadriceps femoris, il bastus lateralis, mediali et intermedius, nonché per ovvia incidenza il sarturius, l’adductor longus, brevis et magnus.
Si ricorda, tuttavia, di tenere il prodotto lontano dalla portata degli infanti.

Categories: rigurgito

Di Scrittori

19 Ottobre 2007 Caino 3 commenti


“Another morning stoner” – …Trail of Dead

 

Uno Scrittore entra in combutta con il tuo cervello. Non è musica, cinema, o pittura.
Uno Scrittore è il pubblicitario che ti fa venire voglia di cose di cui non hai bisogno. Che ti spinge a credere che quella storia, quel protagonista, tu debba sapere a tutti i costi che fine farà, come si salverà.
Nelle parole non c’è l’effetto viscerale di un 5/4 come in My Wave. Non c’è la voce di un cantante che ti mette i brividi.
Forse ci sono parole che ti piacciono di più, ma c’è il fatto che uno Scrittore gioca con il tuo cervello.
Lo gira e lo rigira, comunica di soppiatto immagini, sensazioni e immaginario.
Nessuno dovrebbe dire “emozioni”, citarle per nome come i sette nani, ma aspettare che vengano percepite.
Questa può passare per freddezza.
E non voglio un libro in terza persona passato, con più di un protagonista, con una storia d’amore, senza una metafora.
In fondo, io crederei unicamente in chi sappia fare hacking con il mio cervello.
Farmi subire qualcosa, rendermi dipendete.
E da qui scrivo, sperando di riempire quello scaffale da cui vorrei pescare i libri.
Ieri sera ho consigliato “Io sono Leggenda” di Richard Matheson.
Un protagonista, una storia, un immensa metafora. Un titolo che è oltre la semplice megalomania, che è perfetto.
Per me è stato bello, ieri.
Non sono un bravo lettore e credo che un autore “possa rianimare” una scena scrivendola, perchè leggendola c’è inesorabilmente un effetto di distacco, di presa di coscienza.
Grazie a tutti i presenti.
E vorrei dirvene tante, ma tante, che allora me ne sto zitto.

Per scrivere ovunque

17 Ottobre 2007 Caino 1 commento

Categories: scrivere