Questione di tacco
In fondo, penso, questi tizi qui sette libri nella loro vita li hanno pure letti.
Hanno fatto la fila in libreria come se fosse il nuovo disco dei Take That. Si sono svegliati e si sono vestiti come le comparse di uno dei cinque film, invece di vestirsi come le comparse del video musicale del belloccio di turno, e probabilmente speravano in un autografo.
Poi, a differenza di un disco, il libro se lo sono scoppiati in una notte, o magari se lo stanno gustando pagina per pagina.
Qualcuno sta postando i riassunti di ogni singolo capitolo.
Mentre io spero che H4rry P0tt3r sia sopratutto un tacco.
Tipo che te lo metti sotto le scarpe e cerchi un altro autore che sta un po’ più in alto.
La versione rilegata, carta da dodici tonnellate a metro quadro, dovrebbe spingere un bel po’ in alto.
E io credo in questo. Credo nei Green Day come via per arrivare a capire un po’ di punk, oppure credo nella Monroe di Warho per arrivare a studiare la pop art, il neo-dada. Magari il cubismo, il futurismo. Credo nei manga per scoprire Hokusai.
Credo in questi fenomeni, questa coda in attesa fuori da una libreria fatta di ragazzini con armati di scope magiche che non volano, di pizzi neri e trucchi scuri da concerto dei Cure, e credo ci possa essere qualcuno che imparerà a fare due passi in più e scoprire altre cose.
Altri scrittori. Qualche Scrittore.
Magari qualcuno userà davvero le seicento pagine per mettersele sopra i piedi e arrivare qualche altro scrittore con la R.
Io sono convinto che si debba passare sempre da una via attraente e stupida per poter arrivare a quelle strette e complicate.
Io ho iniziato sempre così.
Senza un libercolo di Beverly Hill 90210 forse non sarei mai arrivato a leggere Dhalgren di Delany.
Il catchy, l’orecchiabile, il facile, mi ha spinto ad indagare, approfondire.
Male che va, questa gente ha letto sette libri di fila e non etichette della candeggina mentre era al cesso.
E sapranno con cosa schiacciare gli scarafaggi.
Quasi d’accordo. come al solito ’sciutto e pratico.
ma più che per arrivare più un alto, lo userei per non far traballare la scrivania.
E se per avventura non traballa già, allora gli spezzo una gamba e ce lo metto.
gli do un’utilità sociale sicura, poi se servirà anche a far leggere qualcosa di più intelligente, tanto meglio, ma non me la sento di sperare.
mah, i manga per scoprire hokusai.
forse.
dipende da chi legge i manga.
per quel che riguarda harry potter, non so.
ti posso solo dire che ci ho portato il bassotto l’altra sera (a vedere il film): ho fatto tutto un sonno.
preferisco quando stiamo sul sofà con ladri di biciclette o il ragazzo selvaggio, o i 400 colpi.
preferirei se, anziché la rowling, leggesse pennac, o cassola (ad undici anni si può già, credo).
rodari, calvino e le fiabe yddish di singer glie le ho già lette io quando era piccolo.
non credo che siano delle scorciatoie.
dici che un giorno, schiacciandone uno, lo chiameranno gregor?
Tanto farà altri libri sull’argomento, tipo “La storia prima di Harry Potter” dove racconta le avventure della madre e del padre o cose del genere. Ora che è diventata ricca mica smette, sfruterà il più possibile fino a quando una notte non le comparirà in sogno Harry Potter e le dirà “Hai scassato la minchia, uccidimi.”
Per quanto riguarda il partire dalla via attraente e stupida, sono della stessa opinione. Il male non è iniziare ascoltando i Take That, il male è rimanere ad ascoltare i Take That.