Don’t try this at home: Chris Benoit
Cotto dal sole, dal sale, dolorante, con il telecomando in mano me ne stavo lì, in piedi, ad aspettare la doccia. A ridere.
E’ domenica e alla tivù si stanno picchiando come sempre. Ridacchio mentre non posso far altro che aspettare.
In televisione c’è gente del pubblico che prega per quella mossa speciale, dozzine di persone con un mano enorme di spugna con un ditone che dice “UP!”, qualche cartello che inneggia alla sconfitta e alla morte di qualche altro personaggio in tutina. Ci sono persone vestite come quei lottatori, che portano le loro maschere.
Ci sono adulti più convinti dei bambini. E tutti questi adulti sono grassi. E io non ho mai capito il perché i tifosi di wrestling sono obesi.
In questo sport, gli atleti sono attori. I tifosi, sfigati.
C’è pure questo ometto, che dicono sia alto un metro e ottanta. Ma per me è scappato dal circo.
Guardo la testa, le mani, le spalle.
Potrebbe prendere a testate nei coglioni l’avversario. Dalle proporzioni non arriverebbe neppure a prendere l’olio nello scaffale più alto della mia cucina. Magari con un salto doppio mortale, partendo dalle corde del ring.
Al circo doveva essere l’uomocannone. Una mezza cartuccia.
Il ring, che non lo dicono, è un tappeto elastico.
Così i bambini si lanceranno dai banchi di scuola, puntando la testa di un compagno con il loro gomito preferito. Quello che perderanno per tre mesi e che finirà girato dietro la schiena.
Tipo Ken.
Chiedete alla Barbie.
Benoit non era così alto, non era un uomo grande. Un po’ grosso, quello si.
Aveva la faccia buona, sdendata di chi ha preso troppi colpi in testa e bevuto troppe Paulaner.
Ora, ripeti dopo di me: S, t, e, r, o, i , d, s.
Benoit non era un grande uomo. Non chi concepisce l’annientamento della vita di un bambino.
Don’t try this at home.
Questo dovrebbero dire, ora.



- …ma i blog non li modera nessuno?- No. Però sei passibile di denuncia.- …ma sei pazzo a mettere 

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