Resuscito, quindi sono.

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Yet another useless writer.

I booktrailer.

C’era questo fenomeno di fare il trailer di alcuni libri. Lo spot.
Dico “c’era” perché mi pare un fenomeno che non abbia riscosso molto successo, oppure non è semplicemente conveniente alle case editrici.
Manituana a parte, forse non funzionano così bene.
Ve ne segnalo un po’ che non sfigurerebbero tra i trailer che dobbiamo sorbirci prima di un film al cinema:

“Baciami, Giuda” di Will Christopher Baer [lo stesso che vedete in alto]
“Coraline” di Neil Gaiman
“Manituana” di Wu Ming
“Montezuma airbag your pardon” di Nino G. D’Attis

Come già detto, dovrebbero creare il caso, rendere più fruibile il lavoro di un incipit e di una quarta copertina.
E’ un modo per gettare altre esche nel mare di lettori potenziali.
In alcuni casi sono piccole opere d’arte, altri davvero minimali e noiosi.
Ma mi chiedo se non rovinino anche l’esperienza di una lettura.
La quantità di immagini e suoni prodotti diventano parte dell’esperienza stessa della lettura e ne limitano, o ne suggeriscono, un certo tipo di colore, forma e immaginario.
“Baciami, Giuda” non potrei non immaginarlo rosso e nero e sfocato.
Forse è più bello arrivarci da soli.
Magari è bello godersi un booktrailer quando hai finito il libro.
Voi guardateli come esempi, poi decidete se evitarli.
Se la faccia del protagonista volete farvela suggerire o se volete fare tutto da soli.

Archiviato in:cinema, letteratura, libri, narrativa, scrittura

2 Responses

  1. Il fenomeno booktrailers è nato tantissimi anni fa oltreoceano. E’ vero, al tempo non ebbe un grosso successo ma parliamo di 11 anni fa. Ora la situazione è cambiata; esistono una moltitudine di media che al tempo non c’erano. Oggi il mondo dei booktrailers è in fermento. Stanno comparendo un gran numero di eseprimenti (spesso amatoriali) ma anche produzioni di livello professionale (e la differenza si vede). Puoi trovarne svariati sul portale http://www.book-trailers.eu.

    A mio avviso l’esperienza della lettura non viene rovinata se il booktrailer è pianificato con l’editore ma soprattutto con l’autore.

    Il booktrailer fornisce degli input e non vuole togliere nulla alla fantasia del lettore.

  2. Caino scrive:

    penso che la tua osservazione sulla pluralità dei media, a un tempo inesistenti o poco diffusi, debba diventare un ottica e una base secondo la quale rilanciare i booktrailers.
    è anche vero che possono essere un input, ma io vorrei “difendermi” dai booktrailers che esagerano nel mostrare il libro al lettore.
    proprio grazie ai media, di ogni tipo e colore e sostanza, il fenomeno spoiler è passato dalle fermate degli autobus, dalla vicina di casa, direttamente davanti gli occhi di milioni di persone.
    è anche giusto ricordare che la ricerca di immagini è uno dei motivi principali della lettura.
    grazie infinite del link.

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